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La crisi di un gruppo non è la fine: è l'inizio di una nuova stagione

  • 21 hours ago
  • 4 min read

Perché le fraternità attraversano tensioni, come interpretarle e come uscirne più unite, più mature e più missionarie.

«Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!» (Salmo 133,1)

Ogni fraternità nasce da un'intuizione dello Spirito Santo. All'inizio tutto sembra naturale: ci si comprende facilmente, si condivide la stessa passione per Gesù, la preghiera è intensa, la fraternità è gioiosa e la missione entusiasma tutti.

Sembra quasi che ciascuno sia stato creato per l'altro.

È la fase rappresentata con questa prima immagine: due tessere che si incastrano perfettamente nonostante la differenza.

La bellezza degli inizi

Ogni fondazione attraversa questo momento di grazia. Le differenze non spaventano, ma si completano. Ognuno mette spontaneamente i propri doni al servizio degli altri. Le decisioni sembrano semplici. Le relazioni scorrono con naturalezza. La missione cresce. È un tempo meraviglioso che va custodito con gratitudine.

Ma se una fraternità è veramente viva, questa fase non può durare per sempre.

Perché? Perché le persone crescono.

Quando arriva la crisi

Dopo mesi o anni qualcosa cambia. Le persone maturano. Le sensibilità si differenziano. La comunicazione diventa più complessa. Le motivazioni evolvono.

Emergono ferite, aspettative, caratteri diversi.

Ciò che all'inizio sembrava funzionare perfettamente improvvisamente non funziona più.

È la seconda immagine. Le due tessere sono ancora molto simili a prima ma sono cresciute. Conservano la stessa identità. Ma nel frattempo hanno acquistato profondità. Hanno sviluppato nuovi spessori, nuovi volumi, nuove sfaccettature. Non riescono più a incastrarsi come prima. Molti interpretano questo momento come un fallimento.

In realtà, la crisi non significa che la fraternità stia morendo.

Significa che la fraternità sta crescendo.

La crescita cambia le persone

Nessuno rimane identico a sé stesso.

Una fraternità autentica forma i suoi membri. Li fa maturare spiritualmente. Li rende più consapevoli. Fa emergere nuovi carismi. Genera nuovi ministeri. Accende nuove responsabilità.

Di conseguenza, anche le relazioni devono evolvere. Le modalità comunicative che funzionavano all'inizio non bastano più. Le strutture iniziali d'incastro diventano troppo piccole.

Le responsabilità non possono più essere concentrate sempre sulle stesse persone.

Serve una nuova organizzazione.

Serve una nuova cultura relazionale.

Serve una nuova visione.

Oggi, in più, questo processo è ancora più rapido. Viviamo in una società caratterizzata da cambiamenti continui, nuove tecnologie, nuove sensibilità, nuove modalità di comunicare e collaborare.

Anche le fraternità sono chiamate a crescere con questa velocità, senza perdere la propria identità evangelica.

L'errore più frequente

Molti gruppi cercano di ritornare agli inizi forzando e ferendo. Vorrebbero recuperare quell'incastro perfetto. Ma é solo platonico e non è possibile.

La crescita non permette di tornare indietro !

Come un bambino non può rientrare nei vestiti dell'infanzia, così una fraternità matura non può più vivere con gli schemi dei primi mesi.

Chi insiste nel voler riprodurre continuamente il passato entra facilmente nella nostalgia, nella delusione o nel conflitto. Occorre crescere !

Lo Spirito Santo non ci invita mai a tornare indietro, ci invita sempre ad andare oltre la crisi !

La vera soluzione: costruire una rete

Ed eccoci alla terza immagine. Non troviamo più due tessere con la loro personale identità e che cercano disperatamente di incastrarsi.

Troviamo una struttura molto più grande.

Più aperta.

Più flessibile.

Più ricca.

Una rete dove ogni collegamento genera nuovi collegamenti.

Nessuno è il centro.

Nessuno trattiene tutto.

Ogni nodo sostiene gli altri.

Ogni connessione crea nuove possibilità.

«Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carità.» (Efesini 4,16)

Questa è l'immagine della fraternità matura che evangelizza. Non vive più soltanto di relazioni personali. Vive di una visione condivisa. Le connessioni non servono più a chiudersi tra pochi. Servono ad aprirsi verso molti non chiudendosi su se stessi e le proprie aspirazioni.

Si passa dalla semplice amicizia alla corresponsabilità.

Dal gruppo alla comunità.

Dalla comunità alla missione.

Come attraversare bene una crisi

Quando una fraternità entra in una fase di trasformazione è importante avere alcuni atteggiamenti fondamentali:

1. Non avere paura della crisi. La crisi è spesso il linguaggio attraverso cui Dio ci invita a fare un passo avanti.

2. Custodire l'unità senza pretendere l'uniformità. La comunione non nasce dal pensare tutti allo stesso modo, ma dal camminare nella stessa direzione.

3. Migliorare continuamente la comunicazione. Molti conflitti non nascono dalla cattiveria, ma dalla mancanza di ascolto, di chiarezza e di dialogo.

4. Responsabilizzare nuove persone. Una fraternità cresce quando genera nuovi responsabili e nuovi servitori.

5. Accogliere i nuovi carismi. Ogni persona porta una ricchezza che può far evolvere l'intera comunità.

6. Lasciarsi guidare dalla visione. Quando tutti guardano nella stessa direzione, anche le differenze diventano una ricchezza.

Quando qualcuno decide di andare via

Ogni crescita comporta anche delle scelte. Non tutti desiderano evolvere. Alcuni preferiscono rimanere nella sicurezza degli inizi, non cambiare e non accogliere la novità dello Spirito Santo.

Altri fanno fatica ad accettare nuovi modi di collaborare.

Altri ancora non condividono più la visione di crescita

Fa parte della vita.

Gesù stesso ha visto alcuni discepoli allontanarsi. Questo non significa smettere di amarli. Significa continuare il cammino senza perdere la pace.

L'unità non consiste nel trattenere tutti a ogni costo.

Consiste nel rimanere fedeli alla missione ricevuta.

Costruire insieme la visione

Un esempio : le Fraternità Carismatiche della Misericordia desiderano essere proprio questo: non semplici gruppi di amici, ma comunità missionarie capaci di crescere, rigenerarsi e aprirsi continuamente all'azione dello Spirito Santo.

Per questo motivo la prossima Masterclass sarà dedicata a un tema decisivo:

Costruire la visione

Appartiene ad ogli discepolo di fare discepoli non di sè stessi ma di Cristo. Appartiene alle fraternità che hanno il coraggio di lasciarsi trasformare dallo Spirito Santo, costruendo reti di comunione sempre più grandi, aperte e feconde.

Iscrivetevi alla Masterclass cercando nei prossimi eventi ....

La crisi non è la fine della fraternità.

Può diventare l'inizio della sua stagione più bella.

 
 
 
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