EMMAÜS – da due a tre… un cammino verso la libertà
- P. Baldo Alagna

- 13 janv.
- 3 min de lecture
Riferimenti per un accompagnamento missionario al servizio di discepoli responsabili

Scegliere la luce invece della confusione
Negli ultimi anni, la vita della Chiesa è stata segnata da prove dolorose. Scandali, processi, inchieste e testimonianze pubbliche hanno messo in luce situazioni di controllo psicologico, abusi spirituali e talvolta derive settarie, anche in contesti missionari o carismatici. Le realtà sono complesse e competono alla giustizia.
Tuttavia, emerge una lezione pastorale essenziale:
là dove l’accompagnamento è scivolato nel controllo,
là dove la fraternità è diventata dipendenza,
là dove i ruoli sono stati confusi,
la missione si è oscurata e la libertà delle persone è stata ferita.
A Emmaus COM, senza giudicare né condannare, abbiamo scelto di trarre un insegnamento chiaro da queste situazioni. Per responsabilità ecclesiale, vogliamo proteggere le persone, servire la libertà delle coscienze e preservare la fecondità missionaria.
La nostra scelta è esplicita:
prendere come riferimento fondativo il cammino dei discepoli di Emmaus,
adottare l’accompagnamento missionario di Gesù come modello,
porre punti di riferimento chiari per evitare ogni confusione, ogni abuso e ogni deriva.
Emmaüs: l’icona per accompagnare
Sulla strada di Emmaüs (Lc 24,13-35), due discepoli camminano insieme.Sono feriti, delusi, chiusi nella loro lettura degli eventi.
Poi un Terzo si avvicina.Gesù non si impone.Non entra nella loro coscienza.Non decide al loro posto.
Cammina con loro, ascolta, apre le Scritture, fa ardere il loro cuore… poi scompare.
Da due, diventano tre. E quando scompare, diventano liberi di ripartire, responsabili, inviati, missionari.
Per noi, tutto è qui:
accompagnare non significa trattenere,
camminare insieme non significa prendere il posto,
aiutare a credere non significa mai dirigere le coscienze.
L’accompagnamento missionario in Emmaus COM
In Emmaus COM parliamo volutamente di accompagnamento missionario, e non di direzione spirituale. L’accompagnamento missionario accompagna il processo di evangelizzazione:
con l’annuncio di Cristo,
con la rilettura della vita alla luce del Vangelo,
con la crescita nella fede,
con il passaggio progressivo verso la responsabilità e la missione.
Riguarda ogni discepolo, in un momento del suo cammino. È fraterno, ecclesiale, temporaneo, orientato all’invio missionario.
Il suo obiettivo non è creare dipendenza, ma far crescere discepoli capaci di camminare in modo autonomo, senza accompagnatore.
Come ricorda Papa Francesco:
« I discepoli missionari accompagnano i discepoli missionari » (Evangelii Gaudium, 173)
Non confondere foro interno e foro esterno
Affermiamo con chiarezza che molte derive spirituali nascono da una confusione tra foro interno e foro esterno.
Il foro interno riguarda la coscienza davanti a Dio: vita interiore, discernimento spirituale, confessione. È inviolabile, libero e confidenziale.
Il foro esterno riguarda ciò che è visibile e condivisibile: impegni, responsabilità, vita missionaria. È discernito in modo collegiale, senza mai basarsi su confidenze personali.
In Emmaus COM:
nessuno è obbligato a rivelare la propria intimità per essere accolto o coinvolto,
nessuna confidenza è utilizzata per orientare una missione o una decisione,
l’accompagnamento missionario non entra mai nella direzione di coscienza.
Accompagnare non dà mai un diritto sull’altro.
Una pedagogia della libertà e del tempo
Seguendo l’esempio di Gesù a Emmaus, crediamo che:
la fede cresce nel tempo, passo dopo passo,
la responsabilità si forma, non si impone.
« Il tempo è il messaggero di Dio » (Evangelii Gaudium, 171)
Un accompagnamento missionario non è militare e non esercita pressioni, ma semplicemente:
accetta le lentezze,
rispetta le resistenze,
gioisce quando diventa inutile,
benedice il momento in cui l’altro riparte senza di lui.
Conclusione
In Emmaus COM abbiamo fatto una scelta chiara:
accompagnare per poi farsi da parte,
camminare insieme per lasciare partire,
formare discepoli liberi, responsabili e missionari.
La missione non porta frutto duraturo né attraverso il controllo psicologico, né attraverso la confusione, ma attraverso la libertà nello Spirito Santo.
Come a Emmaus: da due a tre… per diventare liberi, e ripartire per annunciare che Cristo è vivo.









