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Discernimento o overthinking?

  • 15 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

I pensieri che ci sabotano:

come ritrovare la volontà di Dio



Viviamo in un’epoca in cui i nostri pensieri sembrano non fermarsi mai. Pensiamo, analizziamo, confrontiamo, immaginiamo scenari futuri, rileggiamo messaggi, anticipiamo problemi che forse non arriveranno mai. Siamo convinti che riflettere di più ci renderà più saggi e ci aiuterà a prendere decisioni migliori. Eppure, nella vita quotidiana, sperimentiamo spesso il contrario:

  • più pensiamo, meno decidiamo,

  • più analizziamo, meno troviamo pace,

  • più cerchiamo di controllare ogni dettaglio, più perdiamo la nostra libertà.


E quando finalmente prendiamo una decisione, rischiamo di farlo non guidati dalla fede, ma dalla paura, allontanandoci inconsapevolmente dalla volontà di Dio.


Recentemente ho letto un interessante articolo della neuroscienziata Dott.ssa Sylvia Mercer, dedicato all’overthinking, cioè alla tendenza a pensare in maniera eccessiva e compulsiva. La ricercatrice spiega che questo fenomeno non dipende soltanto dall’ansia o dall’indecisione, ma riguarda anche il funzionamento del cervello, in particolare i meccanismi della dopamina e del sistema della ricompensa.


Quando viviamo sotto pressione, il cervello tende a ricercare continuamente conferme, rassicurazioni e distrazioni, alimentando così un circolo vizioso che rende sempre più difficile prendere una decisione nella serenità.


Le neuroscienze ci aiutano a comprendere meglio il funzionamento della nostra mente e possono offrirci strumenti utili per interrompere alcuni meccanismi che alimentano la ruminazione mentale.


Come posso sapere se sto realmente discernendo la volontà di Dio… oppure se sono semplicemente prigioniero dell’overthinking?


1. Una mente che non si ferma mai


Viviamo immersi nel rumore. Non soltanto nel rumore del mondo, ma soprattutto in quello che abita dentro di noi.


Molte persone pensano che riflettere continuamente significhi essere prudenti, responsabili o spiritualmente mature. In realtà, una mente sempre in movimento non è necessariamente una mente illuminata. Spesso è una mente stanca. Una mente ferita. Una mente che, per paura di sbagliare, cerca di controllare tutto. E più cerca di controllare, più perde la pace, frutto dello Spirito Santo.


2. L'overthinking secondo le neuroscienze


La Dott.ssa Sylvia Mercer osserva che l’overthinking è legato anche al modo in cui il cervello gestisce la dopamina. Quando siamo stressati, quando abbiamo disturbi del sonno o quando siamo emotivamente vulnerabili, il cervello ricerca continuamente nuove informazioni, rassicurazioni o piccole gratificazioni immediate.


Per questo passiamo facilmente da un pensiero all’altro. Da una ricerca all’altra. Da un messaggio all’altro. Da un dubbio all’altro.


La mente continua a lavorare senza sosta. Ma il cuore rimane inquieto!


3. La domanda decisiva: discernimento o overthinking?


Non tutto ciò che attraversa la nostra mente viene necessariamente da Dio. E non tutto ciò che chiamiamo «discernimento» è realmente discernimento degli spiriti illuminato dallo Spirito Santo. Quante persone mi hanno confidato:

«Padre, continuo a pregare, ma non riesco a decidere».

«Cerco la volontà di Dio, ma cambio idea ogni giorno».

«Analizzo tutto».

«Ho paura di sbagliare».


Molti pensano di stare discernendo. In realtà, stanno soltanto rimuginando. Il discernimento non consiste nel moltiplicare i pensieri. Consiste nell’imparare ad ascoltare lo Spirito Santo.


4. Quando il pensiero smette di essere discernimento


Esiste una differenza profonda tra il discernimento e l’overthinking.


Il discernimento nasce dalla fiducia. L’overthinking nasce dalla paura.

Il discernimento conduce alla pace. L’overthinking genera agitazione.

Il discernimento illumina. L’overthinking crea confusione.

Il discernimento spinge ad agire. L’overthinking paralizza e sabota.


Un criterio semplice può aiutarci: dopo aver pregato, il mio cuore è più libero?

Oppure è ancora più confuso, spaventato e bloccato?

Lo Spirito Santo non aumenta il caos. Lo trasforma.


5. Non tutti i pensieri vengono da Dio


Uno degli errori più frequenti consiste nel credere che ogni pensiero meriti la nostra attenzione. Non è così:

  • alcuni pensieri nascono dalle nostre ferite,

  • dalla mancanza di autostima,

  • dal bisogno di essere approvati,

  • dal perfezionismo,

  • dalla paura del futuro,

  • dal senso di colpa,

  • dalle delusioni del passato,


E alcuni pensieri diventano anche vere e proprie tentazioni diaboliche. Il demonio non ha sempre bisogno di spingerci direttamente verso il peccato. A volte gli basta impedirci di decidere. Perché una persona continuamente bloccata finisce per non compiere il bene che Dio le chiede oggi.


6. Il sabotaggio che distrugge la fiducia


L’overthinking diventa una forma di sabotaggio quando il bisogno di controllare prende il posto della fiducia. Cerchiamo allora:

  • un’ulteriore conferma;

  • un altro segno;

  • un altro consiglio;

  • un altro libro;

  • un altro video;

  • un’altra comunità;

  • un’altra chiesa;

  • un’altra analisi.


E nel frattempo la vita passa.

Quante vocazioni rimangono sospese!

Quante missioni non iniziano mai!

Quante riconciliazioni vengono continuamente rimandate!


Perché il sabotaggio permette alla paura di diventare più forte della chiamata.


7. Lo Spirito Santo non crea confusione


San Paolo afferma:

«Dio infatti non è un Dio di disordine, ma di pace» (1Cor 14,33).

Lo Spirito Santo non alimenta il caos. Non parla attraverso l’angoscia. Non schiaccia mediante il senso di colpa. Non si basa sulle sensazioni o sui sentimenti. Quando guida una persona, le dona una pace profonda che può coesistere persino con il sacrificio e l’incertezza, con la croce e con la prova.


La pace non significa assenza di problemi! Significa fare esperienza della presenza di Dio, che dona senso a ogni cosa.


8. La scoperta che trasforma il nostro modo di discernere


Durante i miei numerosi anni di ministero, ho osservato una realtà sorprendente. Ho notato che alcuni fratelli e alcune sorelle non cambiavano realmente. E ho visto che coloro che cambiavano lo facevano quando ritrovavano una relazione autentica con lo Spirito Santo, all’interno di un cammino profondo di donazione di sé e di santità.


È questa Presenza che rimette progressivamente in ordine ciò che la paura aveva disordinato.


9. Il cuore a cuore con lo Spirito Santo


Ho visto uomini e donne arrivare con il cuore pieno di confusione e ripartire con uno sguardo nuovo. Non perché tutti i loro problemi fossero scomparsi. Ma perché avevano fatto la dolce esperienza dello Spirito Santo…

  • nella lode;

  • nell’adorazione;

  • nel silenzio;

  • nella Parola di Dio;

  • nell’attraversamento del deserto della prova;

  • nella fedeltà e nella responsabilità.


È lì che il cuore ricomincia veramente ad ascoltare lo Spirito Santo. È lì che il discernimento diventa possibile. Come dice Gesù:

«Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono» (Gv 10,27).

10. Allora, come fermare l’overthinking?


Molti mi domandano: «Padre, allora, che cosa devo fare concretamente?». La prima risposta potrebbe sorprendere: non cercare di combattere ogni pensiero. Più cerchiamo di scacciare un pensiero con la forza, più rischiamo di renderlo centrale e vittorioso.


Il vero combattimento non consiste nel controllare i pensieri, ma nel lasciare che lo Spirito Santo orienti il cuore.


Ogni giorno concediti un tempo di silenzio. Spegni il telefono. Apri il Vangelo. Invoca lo Spirito Santo. Prima ancora di chiedere qualcosa a Dio, lodalo e adoralo.


La lode sposta il centro della nostra attenzione. Non siamo più concentrati sulle nostre paure, ma sulla Signoria di Dio, se Egli è veramente il Signore per noi!


Ed è proprio in questo cuore a cuore con Lui che molti pensieri perdono improvvisamente la loro forza. Non perché siano scomparsi. Ma perché non governano più la nostra vita, poiché lo Spirito dice in noi: Gesù è il Signore!


Domandati allora:

questo pensiero mi avvicina a Cristo Signore oppure mi allontana da Lui?

Mi dona una pace profonda oppure produce soltanto paura e confusione?

Mi rende più libero di amare oppure più schiavo del controllo?


11. La volontà di Dio non è un enigma gnostico


Molti cristiani vivono con la paura di sbagliare strada, come se la volontà di Dio fosse un rompicapo misterioso e difficile da risolvere.


Ma Dio è Padre. Un padre non prova piacere nel confondere i propri figli. Li guida. Li educa. Li accompagna passo dopo passo.


Lo Spirito Santo ci è stato donato proprio per questo: illuminare la nostra intelligenza, purificare il nostro cuore e orientare la nostra libertà.


Il discernimento non consiste quindi nell’indovinare il futuro o nel seguire le mie emozioni, se non vivo profondamente un cuore a cuore con lo Spirito Santo.


Consiste nel camminare ogni giorno con Dio. Più cresce la nostra intimità con Lui, più impariamo a riconoscere la sua voce, come accade tra due persone che si amano e che, con il tempo, imparano a comprendersi quasi senza parole.


La volontà di Dio non è un enigma da decifrare. È una relazione da vivere.


12. Dal rumore dei pensieri alla pace dello Spirito Santo


Quando impariamo a vivere un vero cuore a cuore con lo Spirito Santo, nella lode, nell’adorazione e nell’ascolto della Parola, scopriamo che molti pensieri che ci sembravano così importanti erano soltanto rumore:

  • un rumore alimentato dalla paura;

  • un rumore nato dalle nostre ferite;

  • un rumore che copriva la voce più importante: quella del Buon Pastore;

  • un rumore capace di installare dentro di noi una falsa verità su noi stessi.


Il vero discernimento nasce:

  • quando il rumore si trasforma in ascolto;

  • quando la paura lascia spazio alla fiducia;

  • quando il controllo si abbandona all’amore.


È allora che possiamo finalmente camminare con serenità, sapendo che Dio non ci chiede di prevedere tutto, ma di fidarci di Lui.


Forse il vero problema è che rimaniamo troppo poco nella profondità della presenza di Dio.


Il discernimento non nasce da una mente superficiale che analizza tutto, ma da un cuore che dimora nello Spirito Santo.


Quando Gesù diventa veramente il Signore della nostra vita, il rumore lascia spazio alla sua voce, la paura si trasforma in fiducia e ciò che sembrava impossibile diventa finalmente chiaro.


Perché la volontà di Dio non si conquista attraverso gli sforzi della mente.

La volontà di Dio si accoglie nell’intimità con lo Spirito Santo!

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